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Cosa si nasconde dietro alla progettazione di una banconota?

La Banca centrale europea ha recentemente pubblicato dieci proposte per la futura serie dell’euro. Cinque sviluppano il tema “Cultura europea”, cinque “Fiumi e uccelli”. Il progetto scelto dovrebbe essere annunciato entro la fine del 2026 ed entro alcuni anni (dopo sviluppo tecnico e produzione) arriveranno da noi le nuove banconote.


 

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La Banca centrale europea ha recentemente pubblicato dieci proposte per la futura serie dell’euro. Cinque sviluppano il tema “Cultura europea”, cinque “Fiumi e uccelli”. Il progetto scelto dovrebbe essere annunciato entro la fine del 2026 ed entro alcuni anni (dopo sviluppo tecnico e produzione) arriveranno da noi le nuove banconote.

Dopo averle guardate, analizzate e discusse in ufficio coi colleghi, mi sono posta una domanda: ma come si progetta una banconota?

Un sistema prima di un’immagine

La Reserve Bank of Australia1 ci dice che il lavoro parte da un brief molto dettagliato. Dimensioni, tagli, colori dominanti, numeri, testi legali, simboli istituzionali e spazi per i dispositivi di sicurezza vengono definiti prima dei bozzetti. Il designer lavora dentro questi limiti.

Ogni taglio deve avere un’identità chiara e, allo stesso tempo, appartenere alla stessa famiglia. La Reserve Bank of Australia usa l’espressione “family feel”: una continuità costruita attraverso griglia, tipografia, trattamento delle linee, posizione delle immagini e collocazione degli elementi di sicurezza.

In una banconota è fondamentale che la gerarchia e il valore si leggano in un secondo. Colore, formato, grandi numeri e segni tattili aiutano a distinguere i tagli anche quando la banconota è piegata, consumata o vista con poca luce.

La Bank of Canada2 indica cinque criteri fondamentali da tenere a mente per progettare una banconota: sicurezza, riconoscibilità, accessibilità, rispetto delle lingue ufficiali e rappresentazione del Paese.
La sicurezza viene esplicitamente indicata come il fattore più importante, ma il risultato deve anche essere esteticamente convincente e ottenere una larga accettazione da parte della popolazione

Il progetto nasce quindi da un equilibrio: bello abbastanza da essere riconoscibile e significativo, ordinato abbastanza da essere leggibile, complesso abbastanza da essere difficile da falsificare.

 

Tre esempi significativi

La nona serie svizzera (2016): ripetizione e variazione3

 

La nona serie delle banconote svizzere, Sviluppata dalla designer Manuela Pfrunder e dal suo team, condividono quattro elementi: una mano, un globo, un luogo e un oggetto. Ogni taglio sviluppa poi un tema diverso, tra cui tempo, luce, vento, acqua, materia e linguaggio. Ma il tema "famiglia" rimane "La Svizzera nei suoi molteplici aspetti".

Per esempio, la banconota da 10 franchi rappresenta l'aspetto della capacità organizzativa. L'elemento principale è il tempo cronologico. Invece la banconota da 20 franchi rispecchia l'aspetto della creatività. L'elemento principale è la luce.

Perché funziona: non tratta la serie come una galleria di personaggi, ma come un sistema concettuale. Ogni dettaglio appartiene a una rete di significati; la sicurezza non è un corpo estraneo e la ripetizione di mano e globo crea riconoscibilità senza rendere uniformi i tagli.

La serie norvegese VIII (2014): il tema genera la forma4

Norges Bank ha scelto il mare come tema unico per tutti i tagli. I fronti mostrano immagini marittime riconoscibili. I retri usano pattern pixelati sviluppati regolati dalla scala Beaufort, che misura la forza del vento. A valori diversi corrispondono movimenti e ritmi diversi.

La banconota unisce due registri: figurazione e astrazione. Il tema quindi non viene soltanto illustrato ma determina griglia e struttura.

Perché funziona: mette in dialogo due linguaggi in modo riuscito. Il fronte conserva l’autorevolezza figurativa associata alla valuta; il retro introduce un codice contemporaneo, quasi digitale. Un concept forte produce decisioni grafiche, non solo immagini.

Paesi Bassi, 50 fiorini “Sunflower” (1981): l’immagine quotidiana come icona nazionale5

Disegnata da Ootje Oxenaar e introdotta all’inizio degli anni Ottanta, ora non più valida, questa bellissima banconota da 50 fiorini sostituiva la monumentalità dei ritratti storici con un grande girasole arancio-giallo e una vespa. Il motivo naturalistico era facilmente riconoscibile e si inseriva nella serie dedicata alla natura.

Un sondaggio del 1985 mostrò che soprattutto i giovani la consideravano la più bella banconota olandese; nel 2006 fu votata come secondo più bello oggetto di design dei Paesi Bassi. Persino il pattern calcografico sul retro possedeva una qualità sensoriale: passandovi sopra un’unghia produceva un suono simile al ronzio di un insetto.

Perché funziona: dimostra che una valuta può apparire autorevole senza ricorrere necessariamente a sovrani, statisti o monumenti. Colore acceso, scala dell’immagine e concetto sonoro originale trasformano un soggetto comune in un simbolo memorabile e amato.

Cosa ne penso delle nuove proposte per l'euro?

Ma tornando all'euro: scegliere la proposta che preferisco non è semplice, perché ognuna affronta in modo completamente diverso il rapporto tra identità europea e funzione.

La proposta A, dedicata alla cultura europea, mi sembra una delle più riuscite. Ha un’impostazione contemporanea, ma resta leggibile. I volti ingranditi e la struttura ordinata le danno un carattere riconoscibile, moderno, ma senza farla sembrare troppo sperimentale.

La proposta E è molto classica. I personaggi storici occupano il centro della composizione e il risultato richiama l’idea tradizionale di banconota. Proprio per questo penso che possa essere la proposta che alla fine vincerà: è facile da leggere e probabilmente anche da accettare.

Quella che mi ha colpito di più resta però la proposta I, dedicata a “Fiumi e uccelli”. È molto riuscito il modo in cui immagini e dettagli costruiscono un insieme armonico. Trovo questa proposta quasi poetica. Ho sentito tante critiche sul formato verticale ma personalmente penso che non sia un'ostacolo. Anzi, in alcuni contesti, come l'inserimento delle banconote nelle macchinette, lo trovo più funzionale.

Il mio dubbio riguarda il tema. Associo l’Europa soprattutto alla sua storia culturale e scientifica, quindi sento più vicine le proposte con figure storiche. Per qualità grafica sceglierei la I; per rappresentazione dell’Europa, probabilmente la A.


Al di là delle preferenze individuali, trovo che tutti i progetti dimostrino una ricerca attenta e affrontino con intelligenza la complessità di rappresentare l’Europa attraverso un oggetto quotidiano.

La nuova serie dell’euro è quindi un’occasione per interrogarci su quali immagini e valori vogliamo vedere rappresentati nella nostra moneta. Qualunque proposta verrà scelta, il confronto stesso è già significativo, perché ci permette di partecipare, come comunità, alla costruzione di un nuovo immaginario europeo.

Anna Ferro

 

Fonti:

1. Reserve Bank of Australia: https://www.bankofcanada.ca/banknotes/principles-bank-note-design/

2. Bank of Canada: https://www.bankofcanada.ca/banknotes/principles-bank-note-design/  

3. La nona serie svizzera (2016): ripetizione e variazione: https://www.snb.ch/it/the-snb/mandates-goals/cash/series-9 

4. La serie norvegese VIII (2014): il tema genera la forma: https://www.norges-bank.no/en/topics/notes-and-coins/legal-tender-notes-coins/On-the-choice-of-theme-and-motifs/

5. Paesi Bassi, 50 fiorini “Sunflower” (1981): l’immagine quotidiana come icona nazionale: https://www.denieuweschatkamer.nl/en/money-collection/extraordinary-money-extraordinary-stories/sunflower-banknote


 

 

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